passione cinema e teatro

la comunità dedicata ad attori e registi emergenti

è il pubblico a determinare il mercato (QUINDI , PRODUZIONI INVESTIMENTI SUI GIOVANI, SU NUOVE IDEE) scusate è partito il maiuscolo....

o è il mercato che spinge il pubblico ad accettare sempre gli stessi standard? (film giovanilistici, soliti registi, soliti attorini, solite storie a filoni e niente sperimentazione)

ciao a tutti!

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Risposte a questa discussione

ti rispondo non da esperto di cinema ma da studente di scienze della comunicazione.
quelle a cui ti riferisci rappresentano due concetti chiave nella teoria tradizionale di marketing: la demand pull (quando è la domanda a determinare l'offerta) e la market push (quando è viceversa il mercato ad "imporre" i prodotti)
quello che spesso succede è che non sia o l'uno o l'altro, ma che domanda e offerta abbiano entrambe un ruolo importante nella definizione di cosa il mercato offrirà.
il settore cinematografico, come tutti quelli artistici in generale e non solo, è particolare in questo senso perchè, a fianco ad un mercato mainstream (economicamente molto importante), se ne trovano molti di nicchia. a volte ci sono nicchie che ottengono approvazione del pubblico o della critica, diventando così realtà consolidate, altre volte produzioni di scarsa qualità vengono spinte sul mercato incontrando allo stesso modo il favore del pubblico.

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interessante la risposta di michele, forse un pò troppo "da manuale".
Penso che il pubblico abbia una fetta importante nel livello decisionale dell'industria culturale. Ma dio anche che in Italia manca l'analisi di questo pubblico. I dati sono soltanto...il box office. E mi sembra riduttivo (anche perchè è un'analisi fatta dopo l'uscita e non prima quindi quando gli investimenti sono già stati allocati) calcolare un investimento secondo questo risultato.
Forse parlerei molto di..."abbattimento dei costi di investimento, massimizzando le risorse su prodotti già fidelizzati". Della serie sto sulla "scia dell'audience" così non sbaglio.
Però quel dato di "pubblico" di audience è distorto e capitano casi di flop.

Gli investimenti sui giovani non si fanno perchè le produzioni non hanno risorse, e quelle che hanno le investono su progetti di facile re-ingresso di denaro o in registi/attori/sceneggiatori che le produzioni già conoscono e possono "Gestire" meglio.

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è il pubblico a determinare il mercato secondo me....io sono solo un'appassionata ma ti dico che finchè ci saranno i vari Scamarcio e Vaporidis a tenere banco i talenti come voi non emergeranno mai.......
comincio a pensare che gli italiani non capiscano nulla di cinema.......:-(

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Sono entrambi ke kiaramente si determiano a vicenda- La parte ke però rimane maggiormente colpevole in questo circolo vizioso è sicurmante quella produttiva. Le idee ci sono e su questo non ci piove ma manca una volontà di investimnti rischiosi, perchè nessun produttore è diposto a perderci. Perckè l'investimento su realtà cinematografike più eterogenee, ke abbiano una dimensione artistica e politica più concreta, rimane una scomessa ke puo essere concepita solo in proiezine futura e ke non puo avere guadagni immediati.
Il pubblico di massa non ha colpe. Il fattore preoccupante è la rassegnazione ke invade la triste mentalità degli addetti ai lavori. Questa rassegnazione nei confronti di un abassamento del livello delle "opere" cinematorafike ora diviene un credo produttivo e una giustificazione troppo facile per ki in realtà nell'appiattimento ci sguazza.
Vediamo di rischaire almeno noi ke siamo ancora artisti e non mercenari

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ciao Jumpy...la tua è un'ottima domanda, sicuramente qualcosa su cui dovrebbe riflettere chi produce il cinema...io penso che ormai sia in vigore la mentalità commerciale del settore e non quella artistica e credo che ormai il pubblico si adegui alle scelte fatte da chi distribuisce film...in breve il discorso si restringe nel concetto di quantità e non di qualità...se dovessi contare le ultime uscite in pellicola, direi che mi basterebbero le dita di una mano per scegliere quelle che andrei sicuramente a vedere....ma dov'è finita la vera passione per l'arte? ovviamente questo è solo il mio modesto punto di vista, ma a sentire altre voci, pare che io non sia l'unica a pensarla così.

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Il mercato è come la natura, segue la via di minor energia e di massimo guadagnio!! Vedi VaporidiS(S come zolfo), ScaMarcio(il nome dice tutto), Cesaroni, Boldi, De Sica (Son of god).


Giovanni PierAngeli - WinterWolF prd

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Credo sia un circolo vizioso. L'uno insegue l'altro e spesso si (con)fondono.
Io credo però che i mass media e un certo tipo di mercato orientino, volenti o nolenti, alcune tendenze.
Ci sono molti esempi in tutti i settori nell'universo massmediatico.
Bisognerebbe incominciare a fornire un minimo di "alfabetizzazione cinematografica", spingendo certe pellicole, avendo il coraggio di investire e la voglia di mostrare/spiegare certe opere.....ma vista la televisione generalista che esiste oggigiorno è assi difficile.
La cultura ha uno spazio limitato e quando compare, nel piccolo schermo televisivo ad esempio, occupa delle nicchie molto piccole.
Un film come "Due o tre cose che so di lei" di Godard (cito questo perché l'ho visto ieri) credo che sarebbe impossibile vederlo in tv (a parte su Fuori Orario). Inoltre, se venisse prodotto adesso, credo che sarebbe impossibile vederlo proiettato nella maggior parte delle sale cinematografiche, la maggior parte delle quali è in mano alla Medusa....per cui.
Ho divagato un pò forse, ma ahimè a volte mi faccio prendere dall'impulso che mi sale tutto di un tratto

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ciao jumpy

secondo me in principio con lo sviluppo e il semplificarsi dei mezzi per fare un film, il pubblico, con molti che sono passati da consumatori ad amatori, ha iniziato a fare il mercato..

ma l'esasperazione del fare avere una telecamera nelle mani di chiunque (anche in quelle di chi conosce solo il trinomio cinema = successo = $), ha portato ad una uniformità di gente che nella propria vita ha visto SOLO puttanate da 12enni e che i significato della parola cinema non o può nemmeno immaginare..

aggiungici che spesso chi mette i soldi nel cinema è un abile matematico (se ha successo) e che porta quindi a produrre film su film cercando di esibire, qualsiasi sfaccettatura della stessa trama..

ad esempio...
vanno di moda i film sui giovani liceali?
ok io che sono produttore, se voglio "arricchirmi", andrò a produrre tutte le possibili varianti di questo tema..
pensate a tutte le porcherie su sti 18/20enni cerebrolesi che da "Come te nessuno mai" di Muccino hanno propinato..
o i video con camera a mano stile "Blair Witch Project"..

per concludere "il pubblico determina il mercato" e "il mercato determina il pubblico" sono le due facce della stessa medaglia..
purtroppo penso che l'equazione giusta a descrivere il problema sia:

la cultura determina il mercato e il pubblico

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Bisognerebbe dare un occhiata alle teorie economiche di scuola viennese.Secondo me sono le piu interessanti.

Se consideriamo il cinema un prodotto che fornisce delle influenze di cui possiamo ad ora valutare portata e penetrazione sociale,diciamo che il publico spinge per certe cose poi finisce per subirle.
Ed è un ciclo endemico all'economia ,quindi difatti non mi meraviglio.

Ma il mercato del cinema è anche fatto da braker che inducono inavvertitamente nuove tendenze e fanno presa inaspettatamente anche per i critici più attenti e i produttori più smaliziati.

Se poi andiamo a vedere come sono stati girati alcuni dei film più famosi ,c'è da diventare pazzi ed affidare tutto al caso...

Ribadisco,serve gente con voglia di fare e capacità ed anche l'impegno di credere ad un sogno ( o ad un prodotto)..

E se si produce,specialmente da indipendenti,mai mai mai dare la colpa alla distribuzione allo stato o al pubblico( come ho sentito fare in un sacco di dibattiti di aspiranti o introdotti registi torinesi).Gomorra funziona,e sarebbe stato Gomorra anche se il libro lo compravano 50 persone,e il film è costato una puttanata!!

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bhe, volendo parlare di marketing cinematografico e considerando il film come il prodotto finale, sicuramente nel 99% dei casi la strategia adottata dalle società di produzione è una strategia push (pensa al telefonino)...

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